mercoledì 9 luglio 2008

Festa della montagna e Pania alla Croce



Dal vangelo secondo Marco

Festa della montagna in Pianiza comune di Molazzana, Garfagnana, Lucca. Un’oasi nel mezzo alle montagne, un prato enorme con tante tende e molti fuochi, una piccola sagra a base di minestre di farro, rostiggiana in umido gon le olive (bona), garne, vino e tornei di brisgola e sgopa, maremma ‘ggane, l’aggento di questi posti è un po’ fortino.

Serata splendidamente dedicata al cibo ed al fuoco con Andrea grande fuochista e braciere, un po’ di nostalgia scout (Signore tra le tende leit motiv), poi a letto sperando di riposare, ma orde barbariche di ragazzini bestemmiatori incalliti ce l’hanno praticamente impedito...quindi non sveglia alle sei e partenza per il rifugio Rossi per me e Andrea.

Salita nel bosco all’insegna della sudorazione e della digestione dal sound inconfondibile, per fortuna in completa solitudine apparte due bivacchi all’aperto con gente che dormiva nel bosco (bella idea).

Il rifugio Rossi è una scoperta per me, in una posizione eccezionale, con vista sulle montagne e sulla lattiginosa foschia tutto intorno, lì accanto il profilo dell’Omo Morto a ricordare che sull’Apuane conviene stare attenti...lassù la Croce e...cazzo com’è lontana! La salita è tutta un ghiaione in forte pendenza, ma la voglia della cima spinge su e in cima non ci sono parole per descrivere si ha la sensazione di essere in un centro, nel centro di qualcosa, sorprendente!

La discesa al rifugio Rossi è veloce e si avvistano una coppia di mufloni e neve perenne, nonchè una simpatica coppia con cane che al rifugio sarà protagonista di un episodio indecente causato dal padrone del rifugio e dal suo cane territoriale. Finisce quasi a manate, roba da ricovero.

Alla fine di tutto voltarsi indietro e vedere la Croce su in alto lascia senza fiato e con la voglia di tornare.

Foto Lenzi

sabato 31 maggio 2008

Alta via delle Dolomiti

Nasce dalla mente fulgida dell'architetto Lenzi l'idea di una cinque giorni estiva sulle dolomiti.Dormire nei rifugi in quota.Date e modalita' tutte da stabilire.
Io ci sento da morire

Alpi Apuane 7/8-6

Domani e lunedì saro' al mare ma se vengo a camminare ne rimedio.
Posso dare gia'da oggi la mia disponibilita' incondizionata per un giro il prossimo fine settimana,quello indicato nel titolo.
Ho dato un'occhiata ed ho trovato diversi anelli da 8-10 ore per gente in forma come noi.
Tutte le cime del gruppo delle Panie:un tour di grande respiro.1000 mt di dislivello.8 ore
Traversata Nord-Sud del Cavallo:sopra un onda di pietra.1000 mt dislivello.6 ore
Traversata Nord-Sud del Pisanino:la cima piu' alta delle apuane.1150 dislivello.8 ore
Maggiore-Sagro-Spallone:sopra secoli di marmo.1400 dislivello.10 ore
Corchia:sui crinali della montagna vuota.900 ca dislivello.5,30 0re
Sagro:sulle tracce dei vecchi alpinisti.1200 ca di dislivello.7,30 ore
Traversata del monte Forato:1100 di dislivello.8 ore circa

Dite la vostra anche sul giorno in cui preferite andare.Se andiamo di sabato evitiamo la fila

giovedì 22 maggio 2008

Da Piazza a Piazza





Che ci si fara'??
Ma che scherzi c'e' gente di 75 anni che la finisce senza nemmeno sudare.Noi che siamo giovani e allenati(??) giammai avremo grossi problemi....








La partenza non e' il massimo.Orde di gente di ogni eta' e di tutte le corporature che si sorpassano correndo,saltellando,speronandosi.In cuor mio pensavo di ripassarli tutti di lì a poco.Arriviamo a spazzavento con il sole che fa' capolino.La folla si e' diradata ed iniziamo ad apprezzare quello che ci sta intorno.Il pensiero e' rivolto alla salita verso il monte Javello(il lettore attento si ricordera' che l'avevamo discesca tempo fa').E' una pettata incredibile che,se sei bischero' come me,riesci a completare con il cuore in gola e le gambe di marmo in mezz'ora.Primo ristoro della vab.Si mangia e si riparte.Dal passo delle cavallaie,che incontriamo
di lì a poco,affronteremo un sentiero che nessuno di noi ha mai fatto prima.Il cartoncino che ci hanno fornito con l'iscrizione,sembra indicare che il grosso della salita' lo abbiamo fatto.Mancano soltanto 200 mt di dislivello qua e la'.I nostri cinque eroi affrontano salite e falsi piani con il morale altissimo.Da annotare la presenza di uno dei posti di ristoro piu' caratteristici prima della salita Stracca l'asino.Salsicce,pancetta,cacio e uova sode(2 per il ns. andrea Guarducci).Il tutto servito da un gruppo di giovani di spirito.All'ora di pranzo ecco il Pian della Rasa.Io sono gia' cotto a puntino,con un gran male alle gambe.L'Andrea dei Guarducci zoppica vistosamente per un tendine dolente.Dopo qualche battuta in allegria e due scodelle di minestra,ripartiamo con un passo un po' piu' blando.Incominciamo a dirci che forse non e' quella passeggiata che ci eravamo immaginati.Da qui in poi e' tutto un susseguirsi di mangia e bevi(saliscendi ndr).Ci diciamo apertamente che forse dovevamo effettuare un allenamento un po' piu' mirato.Sul monte Zucca i primi mancamenti.Ognuno zoppica a proprio piacimento.Gabriele Ermini,continuamente incitato dal figlio Andrea("Oh Babbo.Un ti vedo mica punto bene.Che ce la fai??"),e' in realta' quello piu' fresco di tutti.Giunti al tabernacolo di Gavigno,ignari di quello che ancora ci aspetta,ci alimentiamo come bestie feroci.Che lo vuoi un bicchiere di vino??Certo.Dall'altra parte della strada c'e' scritto che a Montepiano mancano 4 ore.Non puo' essere vero;sono esattamente sei ore e venti che camminiamo.Sara' tutto tremendamente vero.Saliamo il Monte Scalette,o forse e' il sentiero che si chiama cosi'.Di sicuro non hanno dato quel nome per caso.Sessanta minuti di passione per il sottoscritto.Gambe e cervello a farsi benedire.Non ricordo granche' della strada fino a Montepiano.All'arrivo siamo mezzi morti.Piu' morti che mezzi.Andrea G non piega il ginocchio.
Per andare a cena ci vengono a prendere con la macchina.Dopo averci riempiti come bisacce ci consegnano(sempre con la vettura)alle lenzuola.Se l'aulin non fa' un miracolo si torna tutti con la capp.
Domenica.Sveglia alle cinque e mezzo.Il ginocchio non da speranze al Guardu,battistrada del primo giorno.Le nostre strade si dividono.Dispiaciuti e preoccupati per la strada da fare,ripartiamo.
Il secondo giorno abbiamo camminato insieme solo per i dieci chilometri di asfalto sulla strada che unisce Montepiano a Mangona.Con l'inizio del sentiero ognuno ha preso il passo imposto dalle proprie gambe di marmo.Fino a Montecuccoli(3 ore dalla partenza)il percorso,immerso nel bosco,non presenta dislivelli di rilievo.Polpacci,cosce e giniocchi ringraziano.Da qui in poi inizia la parte piu' bella degli 80 chilometri della da Piazza a Piazza.Il sentiero corre su e giu' per pratoni.Io e l'arch. Lenzi,incontrato al ristoro di Montecuccoli,facciamo strada assieme.Maciniamo chilometri in silenzio fino al Monte Maggiore.Dalla vetta si
vedono i monti che abbiamo calpestato il giorno precedente e Cantagrilli e la Retaia,le nostre ultime fatiche.Per me e' l'ora di una sosta,Zaccia sostiene di non potersi fermare.Il sentiero scende fino a Valibona per poi girare su verso Cantagrilli...
[La storia finisce qui.Inutile dire che siamo arrivati stravoRti]

Foto Lenzi

lunedì 5 maggio 2008

Appena tornati dalla Da Piazza a Piazza

Credevo fosse un po' piu' dura e lunga...
Dite la vostra. Prossimamente mettero' il post ufficile(quando mi saro' ripreso).
saluti

giovedì 27 marzo 2008

Cinque per Mille 30-3-08



Partiamo alla buon'ora, quella legale. Gabriele E, Andrea E, Marco L, Io ed Andrea G, all'esordio stagionale. L'intenzione e' quella di compiere un giro tondo che abbia inizio e fine a Montemurlo dopo aver raggiunto le Cavallaie(973 mt). Cinque ore il tempo previsto dal rag FILermINI. (La partenza e' sulla via Montalese all'altezza della Pro Loco di Montemurlo).
Cominiciamo a muovere i primi passi sul sentiero 70 che dopo breve ma intensa salita, giunge alla Rocca di Montemurlo. Un anziano della da piazza a piazza, incontrato per caso, ci confessa di impiegare abitualmente un'oretta per giungere da casa sua in via Scarpettini alle Cavallaie. Iniziamo a preoccuparci:"sara' mica che abbiamo scelto un giro troppo corto??". Trascorre un'ora e mezza (o forse piu') allorche' possiamo ammirare la fattoria di Iavello. Incontriamo qui la Carla: cagna nera di mezza taglia, discendente da almeno venti razze diverse. Scodinzolando si unisce al gruppo. Convinti che ci avrebbe salutati di lì a poco, percorriamo la strada sterrata che porta al passo delle Cavallaie. Il paesaggio e' notevole e noi si va' come il treno. Al crocicchio prediamo a destra sul ripidissimo sentiero 10 che in breve tempo giunge a Le Cavallaie. Grande soddisfazione nonostante le tre ore di ritardo sul tempo del Messner di Montemurlo. Mangiamo. La Carla ci ronza intorno, affatto stanca. Percorriamo per sali scendi il Pian delle Vergini(Mille metri di altitudine raffreddano anche il sangue piu' caldo). La Carla ci precede spensierata. Ad uno spiazzo privo di vegetazione ma ricco di panorama,i nizia uno stradello/dirupo che in breve tempo ci deposita sul sentiero 12. Siamo ormai certi di non aver fatto bene i conti circa il tempo di percorrenza. Procediamo spediti per quarantacinque minuti e poi per altri quarantacinque minuti fino a giungere a Case Montelopi. A questo punto,divorati dalla stanchezza, franiamo a valle senza consultare la cartina. Con il cuore affranto, consigliamo alla Carla(ci avrebbe seguiti fino alla fine del mondo) di restarsene su quei monti che tanto a Prato non ci si diverte piu' come una volta. Giunti al cimitero di Figline, proseguiamo per strada asfaltata fino a Villa Fiorita. Uomini giusti ci riaccompagneranno alla vettura.
Sei ore e mezzo sul pezzo. Domenica prossima ci si riposa.(?)

Foto Lenzi

venerdì 21 marzo 2008

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi

All'appello solo io ed Andrea. Piove. C'e' grossa crisi ma decidiamo di provarci. Parcheggiamo la macchina nella piazzetta di filettole e prendiamo a camminare lungo la strada asfaltata che porta a Carteano. Da qui parte il sentiero che tra gli alberi costeggia il Rio Buti. La salita e' dura e non leva mai, i sassi sono saponette. Dopo circa un'ora e mezzo si rivede il cielo, nuvoloso ma senza pioggia. Arriviamo ai prati di Valibona ad un crocicchio: a nord il Monte Maggiore, ci andremo un'altra volta. Dopo aver bevuto prendiamo a destra per il Monte di Cantagrilli. Per una mezz'ora o piu' saliamo per pratoni con il sole in fronte. Felici per l'inaspettato miglioramento delle condizioni metereologiche, ci prendiamo gioco di chi e' rimasto a letto. Croce di Cantagrilli. Visuale a 360°: le Croci di Calenzano, Bilancino, Firenze. Tira un vento bestia ma godiamo assai. Lungo il crinale che ci separa dalla Retaia, ci imbattiamo in un branco di cavalli bradi assonnati. Una foto a Prato e via giu' gagliardi fino a Filettole...

BUONA PASQUA

Foto Ciure

Alta via numero 2

Una decisione è stata presa stasera: nel 2025 si farà una porzione (o tutta) l'alta via numero 2. L'intento è quello di dimostrare...