mercoledì 26 settembre 2012

Paolo Rumiz - scrittore e viaggiatore

Quest'uomo è una scoperta.
Montagne e non solo in quello che scrive, un viaggiatore esemplare.

Ascoltare per credere dal seguente link, ne vale la pena
QUI


Un libro:





Bellissimo viaggio prima da est a ovest sulle Alpi e poi da Nord a Sud sugli Appennini.

Tappa dopo Tappa un'Italia meravigliosa che r-esiste

domenica 23 settembre 2012

Agosto 2012



Da venti giorni sono in vacanza al Cinquale nel silenzioso appartamento di famiglia, dopo un anno passato in fretta, stretto fra tanti impegni e poco tempo a disposizione. Due sussulti: la quinta da Piazza a Piazza consecutiva, camminata insieme al futuro padre di famiglia Marco e la lesione del mio crociato anteriore, per la seconda volta in dieci anni. La prima rottura mi servì per cambiare lavoro, mettere tante cose in discussione, la seconda  si vedrà. Per ora voglio pensarla come un richiamo per tornare a prendermi cura del mio apparato locomotore, troppo spesso lasciato senza revisioni periodiche, costretto a stravizi saltuari.
La scelta della Versilia è stata d'obbligo a causa del mio ginocchio ballerino; ho lasciato a Prato zaino e scarponi e portato con me la bici da corsa ed una cartina del Cai di Lucca.
Sono affezionato a questi posti perché fino alla maggiore età ho trascorso qui le mie vacanze estive.
In questi giorni ho riscoperto il tempo delle gambe, quello della bicicletta e delle camminate sulla battigia, i tramonti sul mare, il simpatico dialetto di queste parti, il contrasto tra lo sfoggio di ricchezze del bagnoasciuga e la durezza di queste strette valli, Il Parco delle Alpi Apuane e la distruzione senza regole delle cave. Mi chiedo se è giusto che un bene di tutti come le montagne debba essere fonte di guadagno di pochi o se non sarebbe più giusto ridistribuire la ricchezza, farne patrimonio di stato. 
Per essere sicuro che nessuno mi porti via qualche monte per intero, ho studiato a fondo la cartina e verificato in loco con la Bicicletta. Il giro più bello quello con Andrea al passo del Vestito attraversando la galleria del cipollaio, poi il tentativo fallito a Sant’Anna di Stazzema, la prima volta a Pruno, Farnocchia, Pasquilio e il ritorno a Biforco e Resceto. 

lunedì 20 febbraio 2012

Pizzo d'Uccello 10-12-11


Dopo un lungo periodo di latitanza, torno ad aggiornare questo Blog.
Sono passate le feste natalizie, mi sono iscritto ad un lungo ed impegnativo master universitario, è stato un gran freddo, ho avuto notizie terribili, una buona notizia.
Ho pensato poco a camminare.
Questa settimana, come uscito dal letargo, mi sono iscritto al Cai, alla da Piazza a Piazza e compiuto la mia prima escursione del 2012. Con Agnese e Luigi, ciaspole ai piedi, abbiamo fatto un anello con meta il rifugio del Montanaro partendo da Maresca.
Mi basta star fuori qualche ora e subito mi torna la voglia di mettermi in moto, prepararmi per Maggio, scrivere due righe su queste pagine.
Questa al Pizzo d'Uccello è l'ultima escursione del 2011. Ricordo il silenzio e la pace della Val Serenaia deserta al mattino. Tutte le volte penso che sono fortunato ad esser nato in Toscana. Siamo stati un ora a goderci il panorama a 360°, quasi sapessimo che ci avrebbe atteso un lungo periodo di astinenza.

Foto Ciure

lunedì 17 ottobre 2011

Matanna 15-10-11


Il rifugio Forte dei Marmi si trova al riparo della liscia e verticale parete del Nona, di fronte al Procinto, un panettone di roccia su cui fu allestita la prima via ferrata d'Italia. Lo stabile del rifugio era in origine occupato da una famiglia di pastori che regolavano l'accesso alla via predisponendo, sotto compenso, una scaletta di legno indispensabile a superare il primo salto di roccia. Siamo in Italia. Nel 1964 l'immobile fu acquistato dal CAI e messo a disposizione della comunità.
Ho frequentato questo posto in età scolare, quando il mi babbo ci sottraeva al mare della Versilia e ci portava a fare girate su quei monti così vicini. In una di queste gite portai a termine senza grande spavento l'ascensione del Procinto, la mia prima ferrata.
Con Marco siamo partiti da Prato all'alba senza l'ardire di fare una lunga camminata, magari di conoscere meglio queste vette minori. Da Stazzema alla fonte del Pallino, nonostante la bellezza dei luoghi abbiamo parlato della piega che ha preso il nostro mondo del "benessere" a tutti i costi, della speculazione, dei soldi per i soldi. Poi c'è venuta fame e senza raggiungere la cima del monte Croce siamo tornati indietro e optato per la più centrale vetta del Matanna. Dopo breve sosta siamo scesi al Rifugio Forte dei Marmi dove ci siamo messi in luce per il grande appetito. Il camino acceso, un po' di vino, una famiglia che offriva caldarroste ai clienti del rifugio, bambini che giocavano a fare i camerieri; l'atmosfera del rifugio ha qualcosa di magico e rassicurante. Sono sceso a valle con la convinzione che ci sia ancora tanto bene in giro, basta dargli una spolverata.

Foto Ciure

domenica 2 ottobre 2011

Cave Gruzze 1-10-11


Un morso inciso nel fianco dell' Alto di Sella, uno spuntino, se paragonato alle grandi cave attualmente attive in Apuane, questo sono le cave Gruzze. Una ferita che la natura ha provveduto ad occultare, senza fretta, dall'inizio della seconda guerra mondiale ad oggi. Restano sul posto una grande vasca rugginosa e la casa al servizio dei cavatori, un albergo con vista sul mare.
Da quassù tre chilometri di lizza precipitano su Resceto con pendenze fino al 70%, inizialmente solcando i levigati piastroni marmorei della parete poi traversando più volte il letto del canale della neve con ponti e muri a secco: un monumento alla caparbietà dell'uomo, alla fatica, al lavoro duro.
Con Agnese, Luigi e Marco abbiamo risalito questa strada in una eccezionale giornata d'ottobre. Dalla focetta dell'acqua fredda siamo passati per qualche minuto in Garfagnana e scesi a valle con la via Vandelli dopo una piacevole sosta al rifugio Conti. Ho portato con me la macchina fotografica delle grandi occasioni, peccato fosse scarica. Ci dobbiamo accontentare di questo scatto rubato con il telefonino dalla finestra Vandelli, un'altro "testone" che coltivò per anni il sogno di unire Massa a Modena con una strada carrozzabile che attraversasse i fianchi di queste montagne ostili che a me fanno tanta simpatia.

lunedì 5 settembre 2011

Altissimo 4-9-11


Al secondo tentativo sono arrivato in vetta alla montagna di Michelangelo. Dalle Gobbie si impiega poco tempo ma la salita non è mai banale. E' venuta anche mia moglie che non si preoccupa mai dell'esposizione, del paleo, delle rocce che si muovono, solo della discesa. Bene così, ci sono buone speranze per il futuro.

Foto Ciure

Alta via numero 2

Una decisione è stata presa stasera: nel 2025 si farà una porzione (o tutta) l'alta via numero 2. L'intento è quello di dimostrare...