domenica 28 novembre 2010

Sotto il Monte Forato 27-11-10


Passo a prendere la Berta che sono appena le sette del mattino. Non sa dove stiamo andando, quanto cammineremo ma è sempre felice di partire. Quando apro la porta di casa sua, spalanca gli occhi e corre dall'altra parte della stanza per prendere la rincorsa e saltarmi addosso. Poi si butta per terra, a pancia su. Di buon umore e senza fare troppa confusione, lasciamo dormire i suoi coinquilini e montiamo in macchina. Oggi si va sul Forato partendo da Stazzema.
Dall'autostrada assisto allo spettacolo delle vette innevate che brillano alla luce del sole. L'Altissimo da Forte dei Marmi ruba la scena a tutte le altre. In breve le solite nuvole provenienti dal mare ci rovinano la festa.
Lasciamo la macchina poco fuori il centro abitato e proseguiamo su una mulattiera fino all' agriturismo casa Giorgini. Non sono molto in forma, sarà per la bisboccia del venerdì o per la neve a terra che mi costringe ad alzare le cosce più del solito. La Berta mi guarda con compassione. Arriviamo alla Foce di Petrosciana dove ci sono dieci centimetri buoni di neve. Il sentiero diretto alla vetta mi appare un po' impegnativo in queste condizioni. Ho promesso che quando vado da solo non mi metto nei pericoli. Proseguo sul 131, verso foce di Valli. Non ci sono tracce a terra e mi sembra di scendere un po' troppo. Torniamo alla foce. Decidiamo di girellare ancora un po' prima di riprendere la macchina. Costeggiamo il Nona ed il Procinto per raggiungere il rifugio Forte dei Marmi. Niente male queste Apuane meridionali.

Foto Ciure

martedì 16 novembre 2010

Ferrata Sant'Antone al Monte Serra


Io e le pareti verticali siamo ormai due entità indissolubili, come dimostra questo scatto di Luigi, mio compagno di ventura su questa impegnativa ferrata nei pressi di Buti (Pisa). Ad onor del vero mi sono ritirato a 20 metri dall'arrivo dopo esser sdrucciolato più volte appeso alla fune, quasi fosse unta come un albero della cuccagna.

Foto Luigi
Io non ho avuto la forza e la lucidità di fare foto.

domenica 31 ottobre 2010

Pania della Croce 31-10-10


Oggi la regina delle Apuane non si è voluta mostrare. Le previsioni meteo non avevano promesso niente di buono ma noi ce ne siamo fregati. Ci piace sperare nelle sorprese o meglio, preferiamo una brutta giornata in compagnia all'aria aperta piuttosto che un pomeriggio sul divano. Speravo di vedere lo stupore negli occhi di Lapo e Duccio, tenaci compagni d'avventura, nel momento in cui, giunti sul crinale, la vista abbraccia il mare Tirreno. Perchè il bello di partire dalla Garfagnana è che dopo aver attraversato boschi, prati e pietraie, ti dimentichi che di là da quella spalla rocciosa c'è la costa. Tra noi e il mare oggi s'è sistemata, beffarda, la nebbia. E' un autunno di una volta quello di quest'anno, grigio e piovoso ed a noi non rimane che consolarsi con una pasta al dente al rifugio Rossi.

Foto Ciure

mercoledì 27 ottobre 2010

Lago Scaffaiolo per i Balzi dell'Ora



Il professor Vangelisti, ottimo conoscitore delle montagne toscane d'estate e d'inverno, ci parlava d'un famoso rifugio, intitolato al Duca degli Abruzzi, che sorgeva proprio in riva al Lago Scaffaiolo. "Vedrete ragazzi che meraviglia", esclamava il professore, " specie se ci arriverete dopo una di quelle notti di tormenta che tirano lassù! Allora diventa davvero una casina di zucchero"
Fosco Maraini

Ora (da pronunciare con la O aperta) per le genti dell'appennino Tosco-Emiliano è il vento freddo che spazza i crinali. Quello di domenica era Ora (perdonatemi il gioco di parole) ed il
Professor Vangelisti aveva proprio ragione.

Foto Luigi

mercoledì 13 ottobre 2010

Doganaccia-Abetone 10-10-10


Sono sempre più convinto che valga la pena trascorrere qualche giorno sul sentiero 00 a cavallo del crinale appenninico.

Foto Ciure

lunedì 4 ottobre 2010

Buoni propositi


Da mesi predicavo nel deserto sui benefici della pratica del camminare nella natura durante il finesettimana. Ciò che a me si manifesta come un bisogno insostituibile per alleviare gli sbattimenti del viver quotidiano, appare esso stesso come sbattimento alla maggior parte dei miei conoscenti. Ieri tuttavia una piacevole coincidenza ha fatto in modo che un gruppetto variegato di amici, facesse un po' di strada sul confine tra la provincia di Prato e Pistoia. Siamo partiti dalla cascina di Spedaletto per giungere a pranzo dalla Beatrice a Cantagallo. Nel pomeriggio, un po' appesantiti, abbiamo proseguito verso il rifugio Pacini al pian della Rasa, prima su asfalto poi sul bel sentiero n° 50. Ricordo con piacere la sosta al passo del Treppio con il sole al tramonto che faceva capolino tra gli alberi. Domenica 17 ci apetta il Mugello con i suoi tortelli di patate.

domenica 26 settembre 2010

Sagro con le tre Grazie 26-9-10


Ieri ho fatto da guida a tre fanciulle sulle vette apuane. Per fare bella figura ho giocato ramino: Il Sagro. Anche per me era la prima volta da queste parti. Siamo partiti da Foce di Pianza, una terrazza a picco su Carrara, il mare e lo sciagurato versante ovest del Monte Maggiore, dilaniato dalle cave. Si sono portati via anche pezzi di cresta. Queste sono le apuane, prendere o lasciare.
Appena scesi di macchina veniamo abbordati da tre tipi del posto. Involontariamente ispiriamo in loro talmente tanta simpatia da spingerli a cambiare il proprio itinerario con il nostro. Sono padre e figlio fotografi ed un accompagnatore che conosce ogni centimetro di queste montagne e non ha nessuna intenzione di tenere per sè quanto appreso in tanti anni di escursionismo. "Quello è il Borla, questo è il sentiero 173, Simona allora è la tua fidanzata? Quella là in basso è Colonnata, il monte Rasori è dietro qui, io mangio uvetta, che scarponi hai? Vado anche in Mountain Bike, Ilaria dov'è? Sai sono in cassa integrazione ed accompagno gente su queste montagne, Simona sei allenata allora, te l'ho detto che nel pomeriggio sarebbe peggiorato il tempo, non mi vogliono dare retta, bisogna svegliarsi presto per andare in montagna, ma che ne sa lui, mica fa i turni in fabbrica, Lorenzo! quello è il catino, lassù c'è il Pizzo della Signora, Valeria è fidanzata? Altrimenti la diamo a lui, quando vieni sulle apuane chiamami che andiamo insieme, Simona sono del tuo numero codesti scarponi? Facciamo così, aspetto io Ilaria e voi correte in vetta a fare due foto che tra poco con quelle nuvole dal mare non si vede più niente, bisogna svegliarsi presto per venire in montagna, ho un amico a Prato, lo conosci?, non vengo quasi mai sul Sagro, sono venuto l'anno passato a mettere un targa per un amico che è morto davanti ai miei occhi su una cresta sopra Resceto". Nel frattempo una suola si stacca dallo scarpone di Ilaria. Simona ha nello zaino un paio di scarpe di scorta: santa previdenza. Arriviamo in vetta giusto in tempo per riconoscere tra le nuvole qualche cima in lontananza. Ilaria e Marco ci raggiungono per mano. Facciamo uno spuntino e ripartiamo; neppure la discesa frena la lingua del nostro eroe. Raggiungiamo la macchina ed inizia a piovere. Salutiamo in fretta lo strano terzetto. Ai forestieri è concesso un pasto caldo al vicino rifugio Carrara dove l'ospitalità è di casa e i liquori sono rigorosamente offerti dal gestore.

Foto Ciure

Alta via numero 2

Una decisione è stata presa stasera: nel 2025 si farà una porzione (o tutta) l'alta via numero 2. L'intento è quello di dimostrare...