Non ho mai tanto pensato, tanto vissuto, non sono mai tanto esistito, stato tanto con me stesso, se così oso dire, quanto in quelli [i viaggi] che ho compiuto solo e a piedi. La marcia ha qualcosa che anima e ravviva le mie idee: non posso quasi pensare quando resto fermo; bisogna che il mio corpo sia in moto perché io vi metta il mio spirito. La vista della campagna, il susseguirsi degli aspetti piacevoli, l'aria aperta, il grande appetito, la buona salute che acquisto camminando, la libertà della locanda, la lontananza da tutto quel che mi fa sentire la mia dipendenza , da tutto quel che mi richiama alla mia situazione, tutto ciò libera il mio animo, conferisce più audacia al mio pensiero
Jean-Jacques Rousseau Confessioni
sabato 16 aprile 2011
lunedì 4 aprile 2011
Casetta Pulledrari-Lago Scaffaiolo 3-4-11
Due parole.
Questo tratto del sentiero 00 è senz'altro il più affascinante di quelli che ho attraversato finora. La parete del Corno alle Scale ti si staglia davanti come una fortezza da espugnare che piano piano lascia intravedere una via d'accesso.
Per la prima volta ho assistito al cambio di consegne tra inverno e primavera con la neve che lascia spazio all'erba resa paglia dal gelo.
Ci siamo ustionati per il troppo sole, in allegria.
Foto Ciure
lunedì 28 febbraio 2011
Pian della Rasa 27-2-11
Giornata storica sotto tutti i punti di vista: per alcuni epicamente vittoriosa, per altri dolorosamente imbarazzante.
Arrivare dopo 7 ore nette di cammino su neve e con neve cadente ad un rifugio pieno di amici e di buon cibo non ha prezzo, per tutto il resto ti puoi svegliare alle 9:00 e salire in macchina, da vero loser.
Marco
lunedì 14 febbraio 2011
Nuove energie

Febbraio mi ha regalato tre uscite senza macchina fotografica di cui conservo un piacevole ricordo.
Tre girate andate diversamente da come le avevo pensate in precedenza e forse, proprio per questo, ricche di significato.
Avevamo scrupolosamente preparato una ciaspolata di gruppo dalla Doganaccia al Lago Scaffaiolo senza aver fatto i conti con lo scirocco che in due giorni ha sgombrato tutto il crinale. Le ciaspole sono rimaste per lo più legate al nostro zaino. Da annotare la conquista del monte Spigolino con individuazione di simpatiche creste per future ascensioni.
La domenica successiva è stata la volta del Forato con Patrizia e Luigi, sotto la pioggia, avvolti dalla nebbia per buona parte del percorso. "Si pareva pagati".
Pervasi da inattacabile serenità abbiamo percorso il sentiero 12 che ricorderò a lungo, tanto è ripido e sdrucciolevole il tratto in discesa sul versante marino.
La settimana successiva avrei voluto continuare l'esplorazione apuana con il giro del Nona, Croce e Matanna ma non c'è stato niente da fare.
E così sono passato a prendere la Berta ed ho trovato Alessio pronto a seguirci sul monte Ferrato. In vetta abbiamo incontrato un ragazzo che avevo conosciuto a Luglio mentre da foce del Giovo tornavo verso Vinca. Iniziammo a chiaccherare grazie alle bacchette di lui, ricevute in premio per aver partecipato alla passata edizione della Da piazza a piazza.
Appena mi ha visto mi ha ringraziato per il consiglio che gli detti allora, di passare qualche notte al rifugio Tissi, sotto il Civetta. Mi piace vincere facile.
mercoledì 19 gennaio 2011
Gennaio 2011
Non ho più indossato gli scarponi da quel sabato in cui ho tentato di raggiungere il Forato. Tenaci, subdoli microrganismi colonizzano il mio corpo da circa un mese palesandosi a giorni alterni e rendendo impossibile sia il compimento di gesta eroiche sia l' interruzione degli impegni lavorativi.
Per il momento mi consolo con l'iscrizione al CAI (non si sa mai avessi bisogno dell'elicottero a prelevarmi su qualche parete strapiombante) e con la prenotazione dell'albergo Margherita in vista della prossima da Piazza a Piazza.
Ho promesso a Lapo che in Febbraio proviamo insieme ad arrivare a Montepiano. Qualcuno ci verrà a prelevare se ci stanchiamo prima. Chi si volesse unire è benvenuto.
In attesa di tornare in forma vado a scivolare un fine settimana intorno al gruppo Sella.
mercoledì 22 dicembre 2010
2010
Questo Blog è l'unica cosa che abbia mai scritto in vita mia.
Si vede, direte voi.
Mi piace avere uno spazio mio, fuori dalla confusione che respiro in giro. Una sorta di diario che mi indica quanto tempo è passato dall' ultima volta in cui ho lasciato il tran tran di tutti i giorni ed ho trascorso qualche ora nella natura. E' il mio cassetto dei ricordi.
Dicembre è volato via tra arrabbiature lavorative, acciacchi, piogge battenti e una nevicata fuori misura.
E' andata così.
Oggi, proprio mentre mi sembrava di esser lì a sprecare il mio tempo, mi sono emozionato a leggere il blog di una coppia di Modena. Due ragazzi della mia età, partiti dall' Italia e arrivati in Tibet cavalcando due biciclette. Un' anno di fatica, freddo, strani incontri, un legame che si rinforza nelle difficoltà. Ho letto solo qua e là, per il momento. Tutte le volte mi assale un sentimento indescrivibile, un misto di agitazione e rabbia per il poco tempo che siamo costretti a dedicare a quello che ci piace fare, alle cose che realmente si ricordano a distanza.
Un bizzarro paziente mi ha consigliato di fissare una data per ogni cosa che si intende fare in futuro.
Mi piacerebbe fare l'alta via delle Apuane, con chi vuol venire, alle perse insieme alla Berta. Non ho ancora individuato una data per la partenza ma mi sono promesso di farlo presto. Continuo a non accettare i consigli degli altri.
Si vede, direte voi.
Mi piace avere uno spazio mio, fuori dalla confusione che respiro in giro. Una sorta di diario che mi indica quanto tempo è passato dall' ultima volta in cui ho lasciato il tran tran di tutti i giorni ed ho trascorso qualche ora nella natura. E' il mio cassetto dei ricordi.
Dicembre è volato via tra arrabbiature lavorative, acciacchi, piogge battenti e una nevicata fuori misura.
E' andata così.
Oggi, proprio mentre mi sembrava di esser lì a sprecare il mio tempo, mi sono emozionato a leggere il blog di una coppia di Modena. Due ragazzi della mia età, partiti dall' Italia e arrivati in Tibet cavalcando due biciclette. Un' anno di fatica, freddo, strani incontri, un legame che si rinforza nelle difficoltà. Ho letto solo qua e là, per il momento. Tutte le volte mi assale un sentimento indescrivibile, un misto di agitazione e rabbia per il poco tempo che siamo costretti a dedicare a quello che ci piace fare, alle cose che realmente si ricordano a distanza.
Un bizzarro paziente mi ha consigliato di fissare una data per ogni cosa che si intende fare in futuro.
Mi piacerebbe fare l'alta via delle Apuane, con chi vuol venire, alle perse insieme alla Berta. Non ho ancora individuato una data per la partenza ma mi sono promesso di farlo presto. Continuo a non accettare i consigli degli altri.
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