martedì 22 settembre 2009

Monte Matanna 23-8-2009




The only Zen you find on the tops of mountains
is the Zen you bring up there :)


La descrizione un mi viene, ci sarebbe da ripensare al fatto che era la prima volta che si andava tutti insieme, che si è incontrato andrea e la sara a mezza via, che la giornata è stata bella, ma si è avuto paura piovesse, che per essere la prima volta si andava tutti insieme appassionatamente siamo stati proprio bene!

W le apuane

Foto Lenzi

lunedì 11 maggio 2009

Da Piazza a Piazza 2009




Mai dubitammo di partecipare alla XXV edizione della da Piazza a Piazza.
Dai primi di settembre Andrea mi ha chiamato ininterrottamente ogni settimana per mettermi delle menate sulla nostra scarsa preparazione atletica e sulle possibilità di trovare l'albergo Margherita esaurito.
Quest'anno ci siamo allenati poco ed ognuno per conto suo.
Unica escursione di gruppo, un' uscita invernale da Santa Lucia al Pian della Rasa, terminata in una mangiata epocale. Nei dieci giorni precedenti la da Piazza a piazza ho compiuto un anello Carteano-Valibona-Cantagrilli-Retaia con la Berta,una tirata da Prato a Monte Cuccoli con Batman ed un salto a Spazzavento con Lenzi.
Se la prima volta non si scorda mai,la seconda non è meno emozionante.

mercoledì 3 settembre 2008

Ci Sono Riuscito!

Dopo mesi di insuccessi finalmente sono riuscito ad inserire tutti i link alle foto.Mi sembra tutto molto bello.
Se ci siete Giovedì 11 potremmo fare la cena dell'Alta Via.

martedì 2 settembre 2008

Appunti di Alta Via

Di Marco

31 luglio 2008

PRIMA TAPPA – PALAFAVERA – RIFUGIO TISSI

Grande primo giorno.
Per iniziare seggiovia, che aiuta ad entrare in contatto con l’alta via n°1 come lo strudel aiuta a sentirsi al mare. Comunque sia cominciamo! con il triangolo dalle valenze simboliche contrastanti a segnare il cammino. E’ comunque un bel compagno di viaggio il pensiero di star percorrendo un sentiero che attraversa tutte le Dolomiti da Nord a Sud.
Si comincia ubito a salire duro fino al lago Coldai dopo aver incontrato una suora che si dice non porti punto bene, fortunatamente di bianco vestita, che porta un po’ meno male. Super Piero, preziosissimo compagno di viaggio dei primi giorni, incontra la prima delle vittime della sua attacca bottoni, una giapponese romana, Andrea indaga la possibile presenza di trote nel lago e avvicina la Sara al meraviglioso mondo dello Spinning.
La sorpresa del gruppo del Civetta è stupefacente e si cammina alla sua ombra su ghiaioni con presenza di neve, in lontananza, in alto, ma parecchio in alto il rifugio Tissi. La sorpresa più grande di giornata è il balzo su cui il rifugio sorge, sotto, in basso, lontana, giù c’è Alleghe ed il suo lago, per noi lassù vertigini ed uno splendido tramonto.

SECONDA TAPPA – RIFUGIO TISSI – PASSO DURAN

Partenza in discesa, ma parecchio in discesa!
Guida Sara che a momenti ci precipita in un burrone su mio incitamento e con Ciure che tenta di salvarci...invano!
La tappa è bella e prosegue in una splendida con cavalli, mucche e..Yak?(forse). Si risale un po’ fino alla meravigliosa torre Venezia alla cui ombra una targa recita la frase del giorno (e forse della vacanza):

“L’affetto di un amico è come appiglio che non cede”

Al rifugio Vazzoler acquisto di spilline indie rock della Civetta. Discesa critica per ginocchia e sopportazione, in direzione contraria gruppo di scalatori allungato dalla provenienza certa: Pistoia o Lucca!!! Così sentenzia Ciure. Il cappellino Monte dei Paschi di Siena che un componente del gruppo su due indossa avrebbe probabilmente tratto in inganno chiunque, ma a Ciure-Spiegoni proprio non la si fa!!!
Bivio
Comincia l’escursione vera: la salita! Non molla mai, temperatura ed umidità da foresta tropicale fino alla prima torre dell’orso (ne seguirano altre). Passaggi su rocce e sorprese che allungano il cammino immaginato e che fanno un po’ tremare le gambe mentre si affrontano le due forcele di giornata. Piove e c’è il sole la Madonna coglie un fiore la lo coglie per Gesù e tra un po’ piove e c’è il sole...loop.
Il Bruno Carestiato (Oh! Oh! Oh! – OhOh!) è un miraggio lontano che piano piano si avvicina, le due birre sono il colpo di grazie e la discesa al passu Duran una visione in technicolor. Rossetti musica i nomi dei rifugi e Andreini scompare lontano, a valle, con passo da valkirya.
Il rifugio S.Sebastiano, Piero ed Andrea sono un abbraccio affettuoso alla fine della seconda giornata di alta via.

Intermezzo piovoso, giusto il tempo di una citazione trovata su una pubblicazione al rifugio San Sebastiano che descrive le vie di arrampicata nella zona del Civetta.

Teniamo nondimeno all’avventura. Ci attrae l’ignoto sul monte e non criminalizziamo l’extracomunitario in piano. Siamo tedenzialmente progressisti.
Non ci caschiamo. Sappiamo quello che appare attuale. Quanto è davvero moderno.
Ci divertiamo inoltre un mondo. Alla faccia di chi fa dell’esistenza un campionato.
Consideriamo le difficoltà degli accidenti da fronteggiare per visitare luoghi magici. Sapendo che lassù siam provvisori. Amiamo certe vette. Pure i costoni. Ogni libero passo. Andiamo dunque a piedi ed andiamo piano. Contempliamo. Immancabilmente ritorniamo. Sopravviviamo...
Davanti a noi c’è la Civetta maestosa. Luminosa. Sola. Non ci risparmiamo di certo: il tempo è bello.

TERZA TAPPA – PASSO DURAN –PRAMPERET

Piove mentre Doni’s Family si preoccupa di organizzare il nostro ritorno, piove a dirotto mentre la macchina viene parcheggiata in località Soffranco, o giù di lì.
Quando smette partiamo lasciandoci alle spalle l’ospitalità perfetta di Beniamino e glo occhi di Catia. La tappa prevede due forcele e un primo tratto di strada asfaltato, ovviamente sbagliamo subito, ma recuperiamo l’ingresso segnalato dalla presenza di un’aquila bronzea (che pare un pollo).
Si sale in boschi umidi e pieni di funghi fino al nostro primo ristoro dal quale si intravede il nostro prossimo cammino. Durante la sosta seguente, a cinque minuti da una malga meravigliosa, visioni mistiche si accompagnano con canti religiosi:
“ecco quel che abbiamo nulla ci appartiene ormai...” La montagna ispira il sentimento religioso, lo diceva anche il “papa morto” che da queste parti, si mormora, veniva in vacanza.
Si prosegue su verso la forcella e alla panoramica, si apre una valle meravigliosa e sullo sfondo il monte Pramperet con il rifugio Sommariva ai suoi piedi, uno dei più bei rifugi per compagnia ed ospitalità. Non abbiamo n jingle per questo, ma di sicuro la colonna sonora, grazie al chitarrista Marietto è PO-ROM-POM-PO’ PO-ROMPO-PPERO’- PERO’. Al coro pot cena (e che cena) partecipano con amore Ivan e Marika, gestori del rifugio e i loro amici nonchè i genotori della famiglia Bradford di Amburgo (o Hannover) che con i loro figli modello sono diventati preziosi compagni di viaggio ed esempio fulgido di educazione filiale.
Notti magiche in brande a tripla altezza.

QUARTA e QUINTA TAPPA – PRAMPERET – PIAN DI FONTANA - SOFFRANCO

Partenza calma, molto calma...Ivan ci avvicina ai giorni dell’arrampicata e l’idea di iscriversi ad un corso del CAI balena in più di una delle nostre menti assonnate...bella la frase “ho fatto quel passaggio difficile fissando un ‘amico’ nella fessura della roccia”.
La camminata è tranquilla anche se il terrore dei pallini rossi sulla mappa perseguita Andre e Marietto per molto tempo. La salita è molto bella, la discesa anche di più. Il Van è semplicemente magico, con i camosci che corrono sui ghiaioni, le marmotte che fischiano (c’è da tornare a dormirci qui con le tende)...
Si scende tanto, ma tanto fino al Pian di Fontana, ultima notte in baita per noi, domani ancora discesa fino alla macchina e partenza, ma c’è ancora il tempo di una cena, una cena con Enrico.
Enrico che ha vissuto (nato nel ’30) l’Italia che si faceva e disfaceva, l’Italia della guerra, dei tedeschi, dei fascisti, dei partigiani, la guerra dell’uno dei nostri dieci civili, delle gallerie da scavare, l’Italia del dopoguerra, tutta da rifare, tra chi va in germania a fare il gelataio e chi resta, tra chi parte dalle valli per lavorare il legno nei cantieri dei ponti e delle strade e degli edifici e delle fabbriche...
Enrico timido, Enrico forse un po solo, Enrico “con calma”, Enrico il latte è troppo bianco, lo sniappin non posso da quando “mi hanno tagliato”, ma si correggimi il caffè... Enrico di Soffranco che abita giusto sopra a dove è parcheggiata la macchina che ci riporta a casa, Enrico che chiude questo splendido sogno di montagna.

martedì 5 agosto 2008

Alta Via n° 1


Tornati ieri dopo giorni bellissimi.Stamattina mi sono svegliato alle 6 nonstante non avessi il concerto di fiati del duo Lenzi/Rossetti.La prima cosa che ho fatto e' stata vedermi di fila tutto lo spettacolo di Paolini sulla tragedia del Vajont.
Questa volta non ha senso descrivere salite,discese,ghiaioni,sentieri ed altro.Ci vorrebbe troppo tempo e non interessebbe a nessuno.
Sono tornato a Prato con la serenita' di chi e' stato in vacanza un mese nonostante sia mancato all'asfalto quattro giorni e mezzo.Con Rossitto(E' bravo,e' bravo)ci ripetevamo che per viver bene non c'e' bisogno di granche'.Forse quello che ti trafigge oltre alla bellezza incomparabile dei posti,e' la gioia composta delle genti che in montagna hanno deciso di viverci o di farci un po' di strada con lo zaino in spalla.

Foto Lenzi

Giro Giro Tondo


Tempo fa' in una mattina umida di primavera io e Lenzi,vogliosi di raggiungere la Croce di Castioncello dalle Croci di Calenzano,dovemmo accontentarci di arrivare al Monte Maggiore.Seppur muniti di cartina,siamo giunti due volte allo stesso pratone(a due passi dal sentiero che da Valibona porta la M. Maggiore)senza volerlo.
Una mattinata di ordinaria follia e di straordinaria allergia.

Foto Lenzi

mercoledì 9 luglio 2008

Festa della montagna e Pania alla Croce



Dal vangelo secondo Marco

Festa della montagna in Pianiza comune di Molazzana, Garfagnana, Lucca. Un’oasi nel mezzo alle montagne, un prato enorme con tante tende e molti fuochi, una piccola sagra a base di minestre di farro, rostiggiana in umido gon le olive (bona), garne, vino e tornei di brisgola e sgopa, maremma ‘ggane, l’aggento di questi posti è un po’ fortino.

Serata splendidamente dedicata al cibo ed al fuoco con Andrea grande fuochista e braciere, un po’ di nostalgia scout (Signore tra le tende leit motiv), poi a letto sperando di riposare, ma orde barbariche di ragazzini bestemmiatori incalliti ce l’hanno praticamente impedito...quindi non sveglia alle sei e partenza per il rifugio Rossi per me e Andrea.

Salita nel bosco all’insegna della sudorazione e della digestione dal sound inconfondibile, per fortuna in completa solitudine apparte due bivacchi all’aperto con gente che dormiva nel bosco (bella idea).

Il rifugio Rossi è una scoperta per me, in una posizione eccezionale, con vista sulle montagne e sulla lattiginosa foschia tutto intorno, lì accanto il profilo dell’Omo Morto a ricordare che sull’Apuane conviene stare attenti...lassù la Croce e...cazzo com’è lontana! La salita è tutta un ghiaione in forte pendenza, ma la voglia della cima spinge su e in cima non ci sono parole per descrivere si ha la sensazione di essere in un centro, nel centro di qualcosa, sorprendente!

La discesa al rifugio Rossi è veloce e si avvistano una coppia di mufloni e neve perenne, nonchè una simpatica coppia con cane che al rifugio sarà protagonista di un episodio indecente causato dal padrone del rifugio e dal suo cane territoriale. Finisce quasi a manate, roba da ricovero.

Alla fine di tutto voltarsi indietro e vedere la Croce su in alto lascia senza fiato e con la voglia di tornare.

Foto Lenzi

Alta via numero 2

Una decisione è stata presa stasera: nel 2025 si farà una porzione (o tutta) l'alta via numero 2. L'intento è quello di dimostrare...